Arrivederci…e grazie^^

27 Luglio 2007 6 commenti

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T. mi odia

13 Luglio 2007 2 commenti
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The end…?

27 Giugno 2007 2 commenti


Ed è così che finì.
Con un “buone vacanze”, una stretta di mano, l’entusiasmo esploso dopo che avevo rivelato i miei sogni.
No dico ragazzi, ho finito.
Per me, l’Esame di Stato 2006/2007 è terminato oggi alle 10.45.
Uscendo da quella porta, non so che sensazioni ho avvertito.
Non mi sembrava ancora di essere totalmente libera in realtà, mi sentivo e mi sento tuttora legata a quella scuola, sentendo i miei compagni ancora “disperati” per il colloquio che dovranno affrontare.
40 minuti di colloquio è stata la sintesi di tutti questi giorni di studio.
I profe sono stati tutti gentili (tranne una forse a dire il vero) e il presidente davvero FENOMENALE.
Io, che pure sono una persona molto ansiosa, ero particolarmente serena, della serie, o la va o la spacca, tanto non avrei avuto niente da perdere, la sufficienza c’era e non si poteva in alcun modo mettere in discussione.

Sette persone davanti a me, sedute dall’altra parte dei banchi, e io, con la mia tesina in mano e la sedia vuota che mi aspettava.
Per un attimo, ho pensato di trovarmi nel peggior incubo.
Poi però, tra una risata, una battuta, una strizzatina d’occhi ho iniziato.

E ho pure finito.
Domande non troppo difficili ma nemmeno troppo semplici, il problema sono stati gli esterni, che ponevano domande in modo totalmente diverso da come ero abituata io.
Ma, ragazzi, è andata.
No dico, è finita, finalmente.
E adesso?
Mercoledì scorso era appena iniziata, i temi su Dante, la giustizia e la scienza, tutti contro Fioroni.
E mercoledì dopo è finita.
Così, con un battito di ciglia.
Così, come una fiamma di una candela spentasi precocemente.

Ma adesso finalmente VACANZA!!

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Nel mezzo del cammin…

21 Giugno 2007 3 commenti


Ok dai, alla fine siamo a metà.
La mia notte prima degli esami è stata abbastanza tranquilla alla fine, sapevo che nei temi non ho mai avuto nessun problema e non pensavo che potrei averne avuti il giorno dopo. Non ero nemmeno agitata la mattina stessa, quando i banchi erano allineati in fila nel corridoio e il presidente (simpatico!) si è presentato. Strano, di solito sono molto emotiva ma anche in questo momento, alla vigilia di una terza prova e di un terribile orale, non sono molto preoccupata. Forse è un bene, forse è un male perchè un pò di tensione aiuta ad affrontare meglio l’esame, però non riesco a scoraggiarmi: ho studiato tutto l’anno per 5 lunghi anni, le cose le so, le ho ripassate e… insomma promuovono il 98% degli studenti!

Detto questo, le tracce non mi sono piaciute: l’analisi del testo, che comunque non avrei mai fatto, era discretamente difficile, soprattutto nelle domande di approfondimento ed evidentemente destinato solo a quelli del classico, visto che non immagino un alberghiero tentare quello…
Le altre tracce erano un pò vaghe, niente di nuovo, molto generiche.
Ho tentato di fare del mio meglio, speriamo che sia valso a qualcosa!

La seconda prova di oggi…sono stati dolori.
Seneca non l’ho mai trovato complesso e mi piacevano anche i temi da lui trattati, ma la versione era davvero complessa nella seconda e ultima parte, tant’è che ci abbiamo messo TUTTI tutte le quattro ore per finirla.
Ovviamente, come sospettavamo, i nostri profe non ci hanno molto aiutati e ci hanno dovuto praticamente “costringere” a consegnare alle 12.35.

Lunedì, terza prova: la profe di latino e greco esterna sembra anche buona, quindi spero che di greco non ci metta pezzi di traduzione e poi, il mio incubo è matematica e fisica, e lì davvero anche se studio per una settimana di seguito non ci capirei molto. E poi, da ultimo, mercoledì sono la prima negli orali: hanno deciso di andare in ordine alfabetico e sono la terza quindi… il 27 toccherà a me.
E poi, non voglio più saperne di scuola, della MIA scuola, lasciatemi andare via!

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48 ore e…?

18 Giugno 2007 7 commenti


Ok.
Ci siamo quasi.
Mercoledì inizia il grande Evento mondano che ci vedrà protagonisti.
Adesso comincia a farsi sentire un pò l’ansia, ma non per il tema, quello, salvo miserie dell’ultim’ora e tracce improponibili, più di tanto non mi preoccupa.
Mi sconvolge molto di più latino visto che non brillo certo per virtù in questa materia.
Ma il bello si giocherà lunedì prossimo, la terza prova, e, almeno per quanto mi riguarda, agli orali.
Ho sentito che dovrebbero andare in ordine alfabetico, dannazione o forse per fortuna.
Io sono la terza quindi.

Devo dire la verità, finora comunque questi esami non mi impensieriscono al punto di non dormirci la notte e di farci degli incubi, a dirla tutta sono ancora abbastanza tranquilla e serena.
Forse perchè mi sono accorta nel ripassare che gli argomenti sono ancora abbastanza vividi nella memoria, anche quelli di novembre, e quindi ho ringraziato il cielo del fatto che, seppur impopolarmente, ho sempre studiato e non ho mai lasciato grossi buchi nel programma.
Per questo, apro, “leggo” e ripeto, apro “rileggo” e ripeto, e non sto passando ore su ore sui libri.

Ora come ora non mi interessa con che voto uscirò.
Mi interessa solo acchiapparmi quel benedetto diploma e andarmene da quella scuola.
Certo, è ovvio, mi piacerebbe aspirare a un voto che possa ripagare almeno un pochino i miei sforzi in questi cinque anni, ma se questo non dovesse essere, non penso me ne farò un cruccio (probabilmente lo dico solo adesso questo, ma se dovessi uscire con 60 cambierei opinione).

Vorrei riuscire a fare un bel tema, anche se probabilmente, data l’emozione e il contesto, ne scriverò uno che trasuderà luoghi comuni, ma l’intenzione è quella di scrivere un buon tema, scritto come abitualmente so fare, così da innalzare un pò le sorti che poi, drammaticamente, avranno un brusco ribasso il giorno dopo.

Per adesso, arrivederci alla fine degli esami=)
In bocca al lupo a me.
(N.D.R.Crepi il lupo)

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13 anni in un secondo.

9 Giugno 2007 7 commenti


Le lancette dell’orologio ieri correvano troppo.
Due ore sono passate come niente e, sbam, d’un tratto le 9 e 45.
Un boato.
E noi, stranamente in silenzio.

Eravamo in cerchio, e si respirava nell’aria la tensione della campanella.
Volevamo esultare, essere felici, spensierati, addio cari scalini!
E invece, girandomi, intravedo occhi lucidi e sorrisi spenti, coscienti che un capitolo si era chiuso.
Sì, ci rivedremo all’esame (e studia! mi raccomando), ma la quotidianità, le battute, il bambino Lorenzo, la bidella che ci apriva la porta dell’aula, alla seconda ora la “passeggiata” in bagno con la Vero, piccole cose, grandi cose che, come uno scrigno prezioso, voglio nascondere per non farmele rubare.
All’esame arriveremo tirati, con la tensione alle stelle, ma tu hai studiato Orazio?
Non saremo noi.
E quando percorrevo quel corridoio, quando ho lasciato la classe, la MIA classe, ho sentito come un saluto e una stretta al cuore.
Uscita, ho sceso le scale come tante altre volte ho fatto, ma, una voltà giù, mi sono voltata.

E ho guardato quel cancello, invaso dalla marea di ragazzi di altre classi.
E mi sono accorta che altri, tra i miei compagni, lo guardavano.
Che sentimentalista che sono!
E quando me ne sono andata, non ho potuto fare a meno di sbirciare un’ultima volta dalla finestra che dà sulla strada, all’interno della mia classe.
C’erano ancora le foto, i post-it, i ritagli di giornale.

E una lacrima fredda mi ha rigato il viso.

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Ricordandovi

4 Giugno 2007 8 commenti


Quel primo giorno non lo dimenticherò.
11 settembre 2002.
Era il mio compleanno e per me incominciava un percorso ancora connotato dal buio.
Il primo giorno di liceo.
Il primo giorno in IV°D.
Come un flashback muto ripenso a questi cinque anni, alle piccole e grandi sconfitte che ho subìto, che abbiamo subìto. Dalla cattiveria di alcuni profe alla benevolenza di altri, dalla pagoda alla 3B che giocava a calcio mentre facevamo i verbetti. E poi, la gita, quella vera, quella del Fog papa Leone XIV, quella dell’amicizia consolidata.
In un lento crescendo, in una bella condivisione di sorrisi e lacrime, siamo giunti quì.
In III D. Quest’ultimo anno, il più duro, quello segnato dagli esami.
Mancano 9 giorni alla fine di 13 anni di scuola.
Mi sento sospesa, in bilico fra un mondo conosciuto, fin troppo, e che mi deprimeva e un altro, sconosciuto e accattivante.
In mezzo, noi, le nostre storie, il consiglio è sovrano, fotogrammi ancora vividi nella memoria.
Come dipinti di seconda mano, passeggiano libere immagini del tempo di classe nella mia mente, confondendosi con ricordi ed emozioni.
“Come quella volta…” sembrano dire.
Se avessero immagine sarebbero fuochi d’artificio e ogni lapillo avrebbe un nome diverso: uno rosso sarebbe il Fog, che ci ha divertito con quella voce tra Paperino e un eterno sognatore; uno blu elettrico come le battutine al vetriolo che volavano; uno verde speranza, come quella a cui si rifà la profe di italiano ora… E poi, arcobaleno, un insieme, commistioni di mille e più colori che si alternano, eccoli là, nel cielo, che non si distinguono più, tutto è bianco, questo è bianco…
Un bianco luminoso, sgargiante, e si nota ancora qualche sferzata di rosso o di blu.
Ma il bianco è omogeneo e palpita all’unisono, insieme.
Ancora.
Forse, anzi sì, per l’ultima volta.
Se avesse parola, resterebbe in silenzio. Un sorriso appena accennato e la mente gonfia di domande.
O forse, si eleverebbe dal bianco uno sprizzo di giallo e una voce:
“Ma noi, quando entriamo, cosa facciamo?”

E’ così che voglio ricordarvi.
E’ così che vi ricorderò.
E chiudendo gli occhi, forse, vi rivedrò tutti insieme ancora una volta, ci rivedremo tutti ancora.
Varcando quel cancello.
Quella porta un pò sbeccata, con la targhetta usata da altre classi prima di noi, ma che resterà nostra: 3D.
E là, in quella classe, stando attenti, si sentirà ancora la nostra risata di sottofondo, un cuore che batte più forte, un sospiro in più.
Ci respireremo di nuovo.
E sarà un eterno ritorno alla IV ginnasio.
E sarà la storia che si ripete.
Ma la nostra resterà quì.
Per sempre.

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Per Te.

22 Maggio 2007 11 commenti


Mi sono chiesta cosa scrivere, da dove iniziare, cosa fare.
Mi sono chiesta quanto ha senso questo piccolo articolino di fronte a un dolore così grande e così profondo.
E mi sono risposta che no, in verità un senso non ce l’ha.
Due parole, che siano mie, che siano di Re Mida non hanno nessun senso di fronte al dolore di un bambino.
Un bambino che in questo caso è Ricky, ma che può avere mille nomi diversi.
Di fronte a un bambino sofferente, le inutili ciance, l’ipocrita burocrazia, il qualunquismo, non servono.
Perchè quegli occhietti dolci, teneri, gli occhi che solo un bambino può avere valgono più di proclami e parole.
Quel sorriso bellissimo, che illumina, vale più di moltissimi piccoli, stupidi problemi che ci intristiscono.
Quel sorriso che è un miracolo per il semplice fatto dell’esserci, dell’essere presente su quel volto intriso di gioia e di speranza.
Quel sorriso che si riflette sul volto dei suoi genitori, che li spinge a lottare a soffrire a sbattere la testa centinaia di volte contro un muro difficile e imperioso.
Quel sorriso che proprio perch è il sorriso di un bambino, e ancora di più perchè è il sorriso di un bambino che soffre, non deve spegnersi.
Deve rimanere lì, intatto, proteso alla vita, proteso alla gioia di una vita che possa regalargli speranza e amore.
Per questo, questo sorriso ha bisogno anche di noi, di tutti noi.
Perchè non si spenga.
E anche se questo articolino può fare poco, ricordate e annotate:

INTESTATO A

TURCHIO GIULIA (Aiutate Riccardo Pio)
CIN J
ABI 03067
CAB 81030
C/C 000000010423

Grazie a te, piccolo Ricky, che mi fai capire tante cose grazie al tuo sorriso.

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Avviso

21 Maggio 2007 1 commento

Non servono molte parole, ma solo un gesto, piccolo, ma grandissimo.
Domani, martedì 22 maggio, pubblicate tutti un articolo su questo piccolo angioletto di nome Riccardo.

Riferimenti: Il blog di Ricky

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Trentadue

19 Maggio 2007 3 commenti


Di alcune cose c?è sempre bisogno:
1-di innamorarsi
2-di potersi fare una doccia calda
3-di non fare code al supermercato
4-di ricevere uno sguardo speciale e posta solo per te
5-di guidare lungo una strada piacevole da percorrere
6-di sentire la tua canzone preferita alla radio
7-di stare stesa sul letto ascoltando la pioggia che fuori cade
8-di trovare quel maglione che ti piaceva tanto, ma non potevi permetterti, scontato della metà.
9-di ricevere una telefonata da molto lontano o di avere un?ottima conversazione
10-di andare in spiaggia
11-di trovare un biglietto da 20 euro nella tasca del cappotto dell?inverno scorso
12-di ridere giusto per il gusto di farlo
13-di ricevere una telefonata a mezzanotte e stare due ore a chiacchierare senza accorgertene
14-di correre sotto la pioggia
15-di avere qualcuno che ti dice che sei stupenda
16-di avere degli amici
17-di ascoltare, senza che se ne accorga, qualcuno che parla bene di te
18-di svegliarti e accorgerti che hai ancora alcune ore per dormire
19-di un bacio
20-di conoscere nuovi amici o di passare del tempo con quelli vecchi
21-di giocare con un nuovo cucciolo di cane
22-di avere qualcuno che giochi con i tuoi capelli
23-di una cioccolata calda
24-di dondolarsi sull?amaca
25-di andare ad un concerto davvero bello
26-di sentire le risate dei tuoi amici
27-di tenersi la mano con qualcuno che si ama
28-di incontrare per caso un tuo vecchio amico e scoprire che certe persone non cambiano mai
29-di guardare un?alba o un tramonto
30-di leggere una bella poesia
31-di stupirsi
32-di fantasticare un po?sul futuro

Ruflettete anche voi sulle piccole e grandi cose che di cui avreste sempre bisogno….

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